Nel secondo episodio del podcast parto dai Quaderni di Mosca di Osip Mandel’štam.
Non per raccontarli, ma per restare in quel punto in cui le parole iniziano a mancare.
È una puntata più trattenuta, più lenta e forse meno immediata.
Ci sono libri che si leggono. E altri che restano, come una voce che non si spegne. In questo episodio parto dai Quaderni di Mosca di Osip Mandel’štam, ma non è davvero una recensione. È piuttosto un tentativo di avvicinarsi a ciò che resta tra le righe: il silenzio, la tensione, il peso delle parole quando diventano pericolose.